Narici Milano: il profumo dimenticato della terra.

La creazione di una fragranza è un viaggio lungo e complesso che inizia dalle materie prime e dal territorio che conferisce loro caratteristiche olfattive uniche.

La missione di Alessandro Commisso, naso e fondatore del brand emergente di profumeria  Narici Milano, è proprio quello di valorizzare il Made in Italy anche nel settore delle fragranze, portando il focus sull’eccellenza delle materie prime tipiche del nostro territorio, e sul dar voce a tutti coloro, distillatori e coltivatori, che hanno un ruolo fondamentale nella creazione di un profumo, ma che solitamente restano nell’ombra.

 

 

Un progetto apparentemente semplice, scevro di storytelling artificiosi e forzati, che invece nasconde l’enorme difficoltà (nonché punto di forza) di confrontarsi con olii essenziali e assolute ottenuti da ingredienti italiani monorigine, disponibili in quantità limitate e soggetti a variazioni olfattive.

Il manifesto di Narici rivendica la visione del profumo come “atto agricolo” preferendo una filiera fondata su relazioni dirette con gli agricoltori e sul rispetto dei cicli naturali del calendario agricolo.

 

 

Ma se il concept del brand ci parla di tradizione e savoir-faire, la sua estetica è assolutamente contemporanea, rivolgendosi ad un pubblico giovane e curioso di scoprire fragranze sempre nuove e sperimentali come ad esempio l’originale Matcha, una fragranza capace di coniugare l’elegante classicità della lavanda con una delle note più trendy degli ultimi anni: l’assoluta di tè verde.

In un mercato che vive di marketing e di non detti, colpisce positivamente la volontà di Commisso di adottare una strategia di comunicazione basata sulla totale trasparenza; sarebbe stato semplice puntare esclusivamente sulle materie prime d’eccellenza, il brand decide invece di rendere partecipe i consumatori anche delle note di sintesi presenti nelle fragranze, nobilitandole ed educando il pubblico ad apprezzarle, spesso omesse o dissimulate, queste componenti infatti,  contribuiscono a creare la magia di un profumo, oltre che a migliorare le performance di proiezione e persistenza.

Divertente la scelta del packaging esterno costituito da lattine in alluminio riciclabile, ben distante dall’estetica pop-glamour di Jean-Paul Gaultier che già ne fece uso,  in questo contesto vuole invece rievocare  il mondo alimentare, sottolineando ancora  una volta in modo evidente l’origine in comune tra il mondo della profumeria e quello dell’agricoltura.

Le fragranze:

Le otto fragranze della collezione, al momento disponibili in quantità limitate esclusivamente sul sito ufficiale del brand, sono tutte accomunate dalla volontà di conciliare tradizione e innovazione e dall’utilizzo di materie prime preziose e ricercate.

Narici N1: Fragranza skin scent capostipite della collezione, Narici 1 è caratterizzata dalla cremosità del legno di Sandalo della Nuova Caledonia che sorregge il vero protagonista della composizione: l’ assoluta di sesamo del presidio Slow Food di Ispica in Sicilia. Un profumo morbido e confortevole dalla persistenza infinita.

Amarena: Forse la creazione più sexy del brand, dove la nota fruttata di ciliegia al maraschino, incontra l’eleganza del triplo estratto di rose antiche della Valle Scrivia, raccolte a mano e utilizzate tradizionalmente per creare uno sciroppo parte del patrimonio gastronomico genovese. 

Figo: Un’interpretazione contemporanea della nota di fico, molto apprezzata in profumeria, qui ricreata tramite l’utilizzo di note legnose di cedro e vetiver toscano con una sfaccettatura verde resa tramite l’utilizzo della molecola sintetica di Stemone.

Matcha: Frutto del felice incontro tra l’assoluta di tè verde e l’olio essenziale di lavanda del Chianti, Matcha è una reinterpretazione contemporanea della classica struttura Fougère, un mix di tradizione e modernità capace di mettere d’accordo tutte le generazioni di consumatori.

Bergamoud: In un gioco di contrasti, la nota scura e profonda di oud, grande protagonista delle tendenze olfattive contemporanee, viene affiancata alla luminosità dell’essenza di bergamotto calabrese, estratto con il metodo tradizionale della Spugnatura, che prevede l’estrazione manuale dell’olio essenziale dalle scorze, attraverso la frizione con delle spugne marine, che vengono successivamente strizzate per ottenere l’essenza. Bergamoud è la testimonianza tangibile di come Narici Mlano sia effettivamente capace, come rivendicato, di reinventare la tradizione, preservandola con rispetto e proiettandola nel futuro.

Diamante: In assoluto la mia creazione preferita del brand, Diamante è una fragranza complessa e diretta allo stesso tempo, nella quale note agrumate e cipriate si fondono alla perfezione ricreando l’immagine ariosa di lenzuola bianche stese al sole. Protagonista della composizione l’olio essenziale di cedro calabrese (varietà Diamante), adagiato su una morbida base cipriata di burro d’iris, eliotropio e vanillina.

Siena: Un acquerello olfattivo, capace di rendere tramite la nota di tabacco tosacano, sfaccettature cuoiate ed un accordo dolciastro e liquoroso di Vin Santo, i colori ambrati e i profumi antichi della terra di Toscana.

Bambola: L’assoluta di Gelsomino Grandiflorum della costa calabrese, in questa fragranza, spensierata e maliziosa, viene accostata alla rosa e alle sfaccettature fruttate di davana e ribes nero, sdrammatizzate dalla nota giocosa ed  irriverente di finocchio.

 

 

 

 

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