I profumi della mia vita: Dimitri Dimitriadis fouder di Sorcery of Scent

 

Il profumo è un linguaggio universale che trascende i confini e le barriere linguistiche. E’ una lingua parlata da appassionati e specialisti del settore. Oggi vi presento Dimitri Dimitriadis collezionista di fragranze e il founder del primo blog indipendente australiano Sorcery of Scent, dell’omonimo canale youtube e del nuovissimo progetto www.thefumery.com.au

Parlaci del tuo primo ricordo olfattivo.

La mia primissima memoria olfattiva rissale all’età di 4 anni. Avevo contratto la varicella a scuola ed ho un ricordo vivido di mia madre che dipinge le mie gambe e il torso con dei generosi punti rotondi della lozione alla calamina. L’odore era dolce e leggermente lattonico, e da allora è rimasto con me.

Cosa ha suscitato il tuo interesse per le fragranze?

Il mio interesse si è evoluto da un’acuta consapevolezza e conoscenza degli odori intorno a me da bambino. Il profumo della linfa di pino che trasudava dagli alberi dietro la mia casa d’infanzia in Nuova Zelanda, o l’odore pungente del catrame fresco e del bitume che venivano posati nella mia scuola elementare. Man mano che maturavo, sono diventato sempre più affascinato dagli odori, fino a quando un giorno, ho deciso di cercare il lavoro nel settore. Non mi sono mai guardato indietro.

Come descriveresti il ruolo del profumo nella tua vita?

Svolge un ruolo enorme. Lavoro nel campo della comunicazione / design grafico, tuttavia negli ultimi 25 anni ho costruito una carriera nel mondo delle fragranze che corre parallela alla mia professione. Il profumo è il carburante che alimenta il mio fuoco quando mi sveglio la mattina!

C’è un profumo specifico di cui non puoi fare a meno?

Verde… l’abbraccio smeraldino della foresta. Tutti gli odori che evocano un santuario verde nelle terre selvagge della Nuova Zelanda o qualche posto simile. Prendo la mia energia dall’oceano, ma la foresta è dove trovo rifugio; dove guarisco. Ogni profumo, dalla chioma degli alberi all’umida lettiera di foglie sul suolo, lo trovo rigenerante. Non riesco mai a immaginarmi senza i fragranti splendori del bosco.

Hai un odore preferito e uno meno preferito?

Ho molti preferiti: petrichor, albicocche mature, sabbia calda, fresie fresche… e ci sono quelli che non mi piacciono con uguale zelo: fumo di sigaretta, litchi, cibo per cani, muffa e alitosi, solo per citarne alcuni.

Quale odore ti fa sentire bambino?

L’oceano Pacifico. Mio padre era un capitano mercantile e i miei primi passi da bambino furono fatti sui ponti di un transatlantico che attraversava il globo. Più tardi, sono cresciuto in una casa in cima a una scogliera nelle baie della costa orientale di Auckland, in Nuova Zelanda, con una vista mozzafiato sul Golfo di Hauraki. Dopo la scuola, quasi tutti i pomeriggi, potevi trovarmi sulla battigia a cercare fossili alla base delle scogliere o esplorare la vita marina che era rimasta intrappolata nelle pozze rocciose dopo che le maree si erano ritirate. L’odore salmastro delle alghe e dell’aria dell’oceano carica di ioni negativi è impresso nella mia memoria.

Di cosa profuma la tua casa?

La nostra casa è molto profumata di fiori freschi, candele profumate, diffusori o spray per ambienti. In questo momento profuma del magnifico ‘Melograno’ di Santa Maria Novella. Abbiamo aperto un melograno di terracotta imbevuto di essenze e l’abbiamo posizionato nel nostro salotto. Puoi sentirne l’odore dalla porta d’ingresso a quella sul retro ed è eccezionale.

Che odore ha per te la tua città?

Perth, nell’Australia occidentale, è situata su un piano costiero tra l’Oceano Indiano e il deserto di Nullabor. Le estati possono essere incredibilmente calde e opprimenti e dato che vivo nel centro della città, sono sempre consapevole dell’odore dell’asfalto caldo e dello scarico delle auto, mescolato con l’eucalipto e il gelsomino selvatico che è piantato nel parco dall’altra parte della strada.

Hai un’impressionante collezione di fragranze, quanti profumi possiedi?

La mia collezione è sempre in uno stato di cambiamento. Direi che ci sono circa 900 bottiglie. Potrebbe sembrare un numero osceno, ma è vero che si possono sviluppare relazioni con i profumi nel corso degli anni. La stragrande maggioranza l’ho raccolta per il loro valore sentimentale: molti sono come dei segnalibri tra le pagine della mia vita; ognuno rappresenta persone, luoghi o eventi che mi piace rivisitare di volta in volta.

Quale profumo della tua collezione ha per te il valore più sentimentale?

Potrebbe essere il Minotaure di Paloma Picasso lanciato nel 1994. Nel 1995, mi ero appena trasferito nella mio paese natale, la Grecia, dopo essere stato cresciuto fin dall’infanzia in Nuova Zelanda e Australia. All’epoca avevo 22 anni, entusiasta di incontrare la mia famiglia greca per la prima volta e di esplorare la mia eredità mediterranea. La mia prima estate lì, ricordo di aver passeggiato un giorno dalla spiaggia al villaggio dove mi sono rifugiato nell’ombra gradita di una profumeria. Una donna mi ha passato una cartina profumata e in quel momento mi sono innamorato di “Minotaure”. È l’incarnazione del periodo della mia vita trascorso sulle isole da giovane, dallo spirito libero alla ricerca di se stesso.

Quale profumo ti rappresenta meglio?

Dal 2021 sto lavorando per sviluppare una linea di fragranze. Mi è sembrata una progressione naturale nell’esplorare la mia passione per i profumi. Sono tornato alla mia genealogia ancestrale e ho scoperto che i miei bis bis bis bisnonni erano droghieri e un commerciante di tessuti, che vivevano e lavoravano in un piccolo villaggio in Cornovaglia, in Inghilterra. Ho scoperto un documento relativo ad un prodotto creato dalla mia bis bis bis nonna : un sapone profumato per la carnagione. Ho usato queste informazioni mentre immaginavo e concepivo un profumo con lo stesso nome. Anche se è ancora agli inizi, mi piace indossare questa composizione perché è rassicurante. Sento che mi collega intergenerazionalmente al mio lontano passato.

Se potessi tenere solo una fragranza della tua collezione, quale sarebbe?

Chiedermi di scegliere un preferito è come chiedermi di scegliere tra i miei figli! Ok, non ho figli, ma farei davvero fatica a restringere il campo a uno solo. Se costretto, potrebbe essere il mio omonimo instagram ‘Eau d’Orange Verte’, di Hermès. Mi è stato presentato per la prima volta all’università e lo indosso ormai da più di 30 anni. È il tonico definitivo per elevare lo spirito.

Quale profumo consideri il Santo Graal per qualsiasi collezionista?

Una cosa che ho imparato parlando con molti collezionisti per decenni, è che un Santo Graal “collettivo” non esiste. Quando ho posto la stessa domanda ad amici, le risposte sono state sempre tanto diverse quanto affascinanti. Detto questo, uno o due vengono citati con una certa frequenza: ‘Iris Gris’ di Jacques Fath o ‘Djedi’ di Guerlain del 1926. Se mi chiedi quale potrebbe essere il mio Santo Graal personale, direi senza esitazione una bottiglia di ‘Doblis’ di Hermès. Una creazione di Guy Robert persa nelle sabbie del tempo.

Qual è il profumo più antico che possiedi attualmente?

Possiedo due bottiglie eccezionali di un profumiere britannico di nome Robert Hendrie, che risalgono al 1863. Hendrie era profumiere della regina Vittoria e le sue bottiglie portano il suo mandato reale. Le etichette, sebbene vecchie, sono tipograficamente molto belle, ma entrambi i tappi, in modo esasperante, sono incollati saldamente! Non sono mai riuscito ad aprirli in nessun modo, quindi posso solo fare congetture su quale potesse essere il profumo di una regina, esattamente 160 anni fa.

Indossi fragranze vintage o fuori produzione della tua collezione?

Assolutamente! Ci sono alcune bottiglie che bramo e uso solo con parsimonia per paura di rimanere senza, ma per la maggior parte amo esplorare i profumi della prima metà del 20° secolo. Ho trovato molti preferiti tra le creazioni non celebrate di molte case dimenticate e apprezzo l’opportunità di indossarli e condividerli con amici e parenti. Per quanto riguarda le fragranze discontinuate, fortunatamente ho sempre avuto la lungimiranza di acquistare bottiglie di riserva dei miei preferiti, perché non si sa mai veramente quando potrebbero essere ritirate dal mercato. In questo momento, “il me degli anni 2020″ sta dando a ” al me degli anni 2000″ una grande pacca sulla spalla!

Puoi parlarmi del primo profumo che ti hanno regalato? E qual era il primo profumo che hai mai acquistato?

La prima fragranza che ho ricevuto è stata nel 1989 all’età di 16 anni: un flacone splash di Yves Saint Laurent ‘Kouros’ regalatomi prima di una cerimonia scolastica. Mia madre sentiva che avrei dovuto avere qualcosa di speciale per celebrare l’occasione. Ho ancora una mia foto da qualche parte che prendo la mia prima profonda annusata dalla bottiglia, un’espressione esitante di “pwoooaaarr!” scritto sulla mia faccia. Erano gli anni ’80 e sembrava che tutti i ragazzi stessero rubando una spruzzata di “Tsar”, “Anteus” o “Ungaro” ai loro papà, ma io ero entusiasta di avere il mio flacone. Ho acquistato la mia prima fragranza circa un anno dopo, quando Christian Dior ha lanciato “Fahrenheit”… era terribilmente “de rigeur” all’epoca. Lo uso ancora più di 30 anni dopo.

Quali sono i tre luoghi della tua città che ami e descrivi l’odore, perché lo ami e perché lo consiglieresti.

Il primo è Fremantle; una città nautica del XIX secolo costruita dove il fiume Swan di Perth incontra l’oceano. Adoro visitare i moli dove l’odore di sale e gasolio è onnipresente. A metà degli anni ’90 ho prestato servizio nella Marina greca, ed è questa combinazione di odori che incontro a Fremantle, che mi riporta alla base navale di Salamina, appena al largo della costa del Pireo.

Il secondo è King’s Park; un vasto giardino botanico che domina la città di Perth, fondato nel 1872. Contiene migliaia di esemplari unici di flora autoctona dell’Australia e di tutto il Commonwealth. Se lo visiti in piena estate, l’aria calda e secca fa sì che molti alberi e arbusti rilascino nell’aria il loro profumo travolgente. Passeggiare lungo uno dei percorsi pedonali designati dà origine a un banchetto olfattivo, alcuni odori sono così unici e particolari che è improbabile che li incontrerai mai più.

Infine, Northbridge. Un sobborgo a pochi passi a nord della città, densamente popolato da immigrati all’inizio del XX secolo. Negli ultimi cento anni è diventato un centro di ristoranti cinesi, caffetterie greche, supermercati indiani, ristoranti italiani e negozi di alimentari continentali. Se prendi un gelato e cammini per le strade in un affollato sabato mattina, incontrerai un mondo di odori. E alcuni giorni, non c’è nulla che mi piace di più che perdermi nella folla profumata.

 

ENGLISH VERSION

Tell me about your first olfactory memory.

My very first fragrance memory was of pink Calamine lotion, at age 4. I had contracted chicken pox at school and I have a very strong recollection of my mother painting my legs and torso with generous round dots. The smell was sweet and slightly lactonic, and it has stayed with me ever since.

What sparked your interest in fragrances?

My interest evolved from an acute cognizance of smells around me as a child. The smell of fragrant pine sap that oozed out of trees behind my childhood home in New Zealand, or the pungent redolence of fresh tar and bitumen being laid at my primary school. As I matured, I became more and more fascinated with odors, until one day, I decided to apply for a job in the industry. I’ve never looked back from there.

How would you describe the role of perfume in your life?

It plays an enormous role. By profession, I work in the communication arts / graphic design field, however over the past 25 years, I have built a career in perfume that runs parallel to my profession. Perfume is the fuel that keeps my fire stoked when I wake up in the morning!

Is there a specific smell you can’t go without?

Green… the emerald embrace of the forest. All the odours which conjure a green sanctuary in the wilds of New Zealand or some similar place. I draw my energy from the ocean, but the forest is where I find refuge; where I heal. Every scent from the treetop canopy to the damp leaf-litter on the forest floor I find restorative and replenishing. I can never imagine myself without the fragrant splendors of the woodland.

Do you have a favorite and least favorite smell?

I have many favourites: petrichor, over-ripe apricots, hot sand, fresh freesias… and there are those which I dislike with an equal zeal; cigarette smoke, lychees, dog food, mildew and halitosis, to name just a few.

What smell brings back memories of being a child?

The Pacific Ocean. My father was a merchant sea capitain and my first baby steps were taken on the decks of an ocean liner traversing the globe. Later, I grew up in a clifftop home in the East Coast Bays of Auckland, New Zealand which had sweeping views of the Hauraki Gulf. After school on most afternoons, you could find me on the shoreline either fossicking for fossils at the base of the cliffs, or exploring marine life that had been trapped in rockpools after the tides had receded. The briny smell of seaweed and the ocean air charged with negative ions lives rent-free in my memory.

Describe the typical scent of your home.

Our home is heavily perfumed with either fresh flowers, scented candles, diffuser devices or room sprays. Right now it is redolent with the magnificent ‘Melograno’ by Santa Maria Novella… we’ve opened a teracotta pommegranate steeped in fragrant oil and have positioned it in our lounge. You can smell it from the front door to the back door, and it is exceptional.

What does your city smell like to you?

Perth, Western Australia is situated on a coastal plane between the Indian Ocean and the Nullabor Desert. The summers can be incredibly hot and oppressive and given I live in the city center, I am always conscious of the smell of hot asphalt and car exhaust, intermingled with eucalyptus and wild jasmine which is planted in the park across the street.

You have an impressive fragrance collection, how many perfumes do you own?

My collection is always in a state of flux, and right now I’m going through a period of release. I’d say there are around 900 bottles. It might sound like an obscene number, but it’s true one can develop relationships with perfumes over the years. The vast majority I’ve collected for their sentimental merit: many placing a distinct bookmark between the pages of my life; each representing people, places or events that I like to revisit from time to time.

Which perfume in your collection holds the most sentimental value to you?

It might just be Paloma Picasso’s ‘Minotaure’, launched in 1994. In 1995, I had just moved to my birthplace, Greece, after having been raised since infancy in New Zealand, and Australia. I was 22 at the time, excited to meet my Greek family for the first time, and to explore my Mediterrannean heritage. My first summer there, I remember strolling one day from the beach into the village where I stepped into the welcome shade of a perfumery to avoid the sting of the sun. A woman passed me a scented card and I fell for ‘Minotaure’ right then and there. It is the embodiment of my youth spent on the islands as a free-spirited young man, who was trying to find himself.

Which fragrance do you feel best represents you?

Since 2021 I have been working on developing a series of fragrances, which seemed like a natural progression for me in exploring my perfume passion. I have reached back into my ancestral geneology and discovered my 3x great grandparents were a grocer/druggist and a draper, living and working in a small village in Cornwall, England. I’ve discovered a document pertaining to a named product my ggg grandmother produced – a scented soap for the complexion. I’ve used this information as a touchstone whilst imagining and conceiving a perfume of the same name. Whilst still in its infancy, I love to wear this blend as it’s grounding and reassuring; I feel it connects me intergenerationally to my distant past.

If you could only keep one fragrance from your collection, which would it be?Asking me to choose a favourite is like asking me to choose between my children! Ok, so I don’t have children, but I would truly struggle to narrow it down to just one. If pressed, it might be my instagram namesake ‘Eau d’Orange Verte’, by Hermès. I was first introduced to it at university, and have worn it now for more than 30 years. It is the ultimate tonic to uplift one’s spirits.

What fragrance do you consider to be a the Holy Grail for any collector?

One thing I’ve learned having spoken with many collectors for decades, is that a ‘collective’ holy grail doesn’t really exist. When I’ve asked the same question of friends, the answers are always as diverse as they are fascinating. That being said, one or two do get a mentioned with some frequency; they are Jacques Fath’s ‘Iris Gris’ or Guerlain’s ‘Djedi’ from 1926. If you ask me what my personal Holy Grail might be, I’d say without hesitation a bottle of Hermès ‘Doblis’. A Guy Robert creation lost to the sands of time.

What is the oldest perfume that you currently own?

I own two exceptional bottles from a British perfumer named Robert Hendrie, which date back to 1863. Hendrie was perfumer to Queen Victoria and his bottles carry her royal warrant. The labels, whilst old, are typographically beautiful, but both stoppers, maddeningly, are stuck fast! No method I’ve tried has managed to budge them, so I can only conject as to what a Queen might of smelled like, precisely 160 years ago.

Do you wear the vintage or discontinued fragrances?

Absolutely! There are a few bottles I covet and use only sparingly for fear of running out, but for the most part I love to explore perfumes from the early-mid 20th century. I have found many favourites amongst the unsung creations of many a forgotten perfume house, and relish the opportunity to wear and share with friends and relatives. As to discontinuations, I’ve fortunately always had the foresight to purchase backup bottles of my favourites, because one never truly knows when they might be yanked from the market. Right now, ‘2020’s me’ is giving ‘early 2000’s me’ a mighty big pat on the back!

Can you tell me about the first fragrance you received as a gift? And what was the first fragrance you ever bought for yourself?

The first fragrance I received as a gift was in 1989 at age 16: a splash bottle of Yves Saint Laurent ‘Kouros’ given in advance of a high school formal. My mother felt I should have something special to mark the occasion. I still have a photo of me somewhere taking my first deep sniff from the bottle, a hesitant expression of “pwoooaaarr!” written across my face. It was the 80’s and it seemed all the boys were pinching a splash of their dad’s ‘Tsar’, ‘Antaeus’ or ‘Ungaro’, but I was excited to have my own full bottle. The first fragrance I bought for myself was about a year later when Christian Dior launched ‘Fahrenheit’… it was terribly ‘de rigeur’ at the time, and I thought I smelled a million bucks. It still features in my perfume rotation, more than 30 years later.

What are the three places in your city you love and describe the smell, why you love it and why would you recommend it.

The first is Fremantle; a 19th century nautical town built where Perth’s Swan River meets the ocean. I love to visit the docks where the smell of sea salt and diesel is omnipresent. In the mid 1990’s I served in the Greek Polemic Navy, and it is this combination of smells that I encounter in Fremantle, which takes me back to the Naval base on Salamina, just off the coast of Piraeus.

Second is King’s Park; a sprawling botanical garden overlooking Perth city which was founded in 1872. It contains thousands of unique examples of flora both native to Australia and from across the Commonwealth. If you visit in high summer, the hot dry air results in many trees and shrubs releasing their rousing perfume on the air. Strolling along any of the designated walking paths gives rise to an olfactory smorgasbord of scents, some so unique and individual, you’re not likely to ever encounter them again.

Lastly, Northbridge. A suburb just a stones throw north of the city which was heavily populated by immigrants in the early 20th century. Over the past hundred years, it has become a hub of Chinese restaurants, Greek cafés, Indian supermarkets, Italian eateries and Continental grocers. If you grab a gelato and walk through the bustling streets on a busy Saturday morning, you will encounter a world of smells. And some days, there’s nothing I like more than to lose myself in the perfumed throng.

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