Co-founder di Esxence la più importante manifestazione fieristica mondiale dedicata alla profumeria artistica, founder di Equipe International, che si occupa di eventi e grandi manifestazioni, nonché founder e presidente di Italian Perfume Insitute, pensato per sviluppare la conoscenza del mondo del profumo attraverso diversi itinerari formativi, a diversi livelli, in partnership con Esxence – The Art Perfumery Event e CFF, Fragrance House italiana. Ho incontrato Maurizio, che conosco da molto tempo, a Cosmoprof Asia dove per la prima volta ha debuttato la profumeria artistica con un’area: Explorers by Esxence, curata da Esxence.
Primo profumo comprato. Grey Flannel, il secondo profumo Opoponax di Santa Maria Novella che attualmente potrebbe essere recuperato perché é molto intenso e identificabile, l’ho abbandonato poi per altre fragranze. I profumi secondo me hanno uno sviluppo che segue la mente dell’uomo, che ti porta ad avere idee diverse e volere profumi con varietà diverse.
Cosa indossi oggi? Cuore Sacro di Reserve En Afrique che è un profumo molto particolare, leggermente affumicato, e mi ricorda un progetto: quello di andare in Africa con le fragranze, soprattutto con le nostre fragranze di nicchia, che sarà uno dei nostri prossimi obiettivi.
Un odore che ti fa tornare bambino. L’erba appena tagliata con le falci nelle montagne del Trentino.
Odore che ami. La lavanda che uso la sera prima di andare a dormire, mi calma la mente e il corpo. Amo l’odore di gomma quella che si trovava in metropolitana, il pavimento in gomma, ma quando è pulito, poi l’odore della pelle nelle macchine, e l’odore salmastro del mare.
Odore che non tolleri. Quello della sigaretta. Sono ipersensibile agli odori per questo ho iniziato anche il progetto delle fragranze. Altro odore sgradevole per me, ma che contrasta con la maggior parte delle persone, è quello del caffè, perché sono allergico al caffè. Altro odore che non sopporto è quello dell’aglio, della cipolla, di fritto. Non ultimo l’odore dell’uomo quando suda. Odori molto profondi e che quando erano piccolo contrastavano con la mia ipersensibilità.
L’odore senza cui non puoi vivere. L’odore della salvia. Ho molti profumi a base di salvia.
La prossima sfida. Fare della profumeria un concetto anche culturale, per questo mi sono impegnato a creare una scuola di formazione che per adesso non ha ancora quello che vorrei perché è ancora nella fase iniziale. Con IPI la mia missione, una volta scoperto che esistono i profumi buoni sarà quella che bisogna anche saperli indossare e gestire, perché in Europa e soprattutto in Italia siamo arrivati all’iper profumazione. I giovani tendono a profumarsi con fragranze che non arrivano dalla loro nazione e soprattutto sono profumi che lasciano solo la cosiddetta scia che da fastidio a persone ipersensibili come me.
Collezioni qualcosa? Impazzisco per tutte le cose inutili. La mia collezione primaria è quella Bibendum (il nome dell’omino Michelin), ho diverse statue e immagini dal 1900 in poi. C’è una grandissima platea di persone che ama questo prodotto. Poi colleziono orologi e auto d’epoca. Colleziono anche lame, coltelli.