Quali saranno le novità di Esxence, la più nota e grande fiera internazionale dedicata ai profumi di nicchia, in un settore che vede nascere sempre più fiere dedicate al mondo delle fragranze? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Cavezzali, co-founder di Esxence e founder di Italian Perfumery Institute
Quali sono le novità di Esxence 2026?
Spazi espositivi più ampi, più 3.800 mq di area espositiva, adibiti al servizio della clientela; un ristorante alla carta, un book shop, spazi per incontri, e 10 private lounge per le aziende che vogliono incontrare i propri clienti in modo riservato. In quest’area saranno esposte le opere di due artisti: Roberto Floreani, uno dei più importanti artisti d’arte astratta, esperto in futurismo, che ha individuato un’idea basata sul tattilismo, corrente futurista. Roberto Vallini, che si occupa di recupero delle radici, dal mare e dai laghi dando una nuova forma di vita e esporrà una serie di opere lignee, abbinate a delle profumazioni studiate dai nostri studenti dell’IPI. Nello stesso tempo il book shop offrirà ai visitatori titoli solo sui profumi, che ci hanno richiesto in tanti. Altra novità sono gli spazi espositivi più grandi, quindi ci saranno molti stand di dimensioni maggiori rispetto allo scorso anno, personalizzati dai brand, in quanto tante aziende hanno espresso l’esigenza di avere maggiore spazio a disposizione. In più avremo la presenza di diverse case fragranziere, una lounge per i buyer più grande, e una sala conferenze più grande.
Quali sono le novità riguardo IPI, l’Italian Perfumery Institute?
Ho ideato questa realtà in virtù dell’esperienza pregressa nel mondo della moda, del marketing e dei profumi, a cui è seguita la creazione della scuola di fashion design dell’Accademia di Brera, quella del Politecnico di Milano, la scuola di Accademia del Lusso, e altre realtà. Ho deciso di fare l’ultimo mio passaggio per la cultura della profumeria creeando una scuola che formi figure professionali in grado di rispondere alle richieste delle aziende del settore e del canale distributivo. Che è quello che avevo fatto negli anni ’90 con la Camera Nazionale della Moda quando figure come Trussardi o Versace ci avevano richiesto figure professionali specifiche. Non esiste che i nostri ragazzi siano costretti ad andare a studiare in Francia per lavorare nel mondo delle fragranze.
Cosa ne pensi delle tante fiere di profumi che si stanno moltiplicando in tutto il mondo?
Abbiamo censito 71 nuove fiere nel mondo. Quando abbiamo iniziato noi c’era solo Pitti Fragranze, una fiera molto seria, molto bella. Molte di queste nuove fiere sono fatte da fragrance lover o blogger che non hanno però esperienza organizzativa, questo è un rischio, perché cosi come nascono potrebbero morire. Quelle più interessanti sono quelle della “super nicchia”, ovvero create da persone che cercano fragranze che siano talmente innovative e uniche che rimangano nell’ambito dell’artigianalità pura. Ce ne sono molte, soprattutto in Europa e negli Usa. Stiamo seguendo una serie di queste fiere. Quella più interessante è quella di San Francisco di Sebastian Jara, fan di Esxence, che ha fatto suo il concetto di Esxence e vuole elaborarlo nella costa ovest degli USA, dove c’è grande richiesta per i profumi di nicchia. Poi c’è Niche a Londra di Lee Martin, che ha delle idee molto chiare, sia con Sebastian Jara che con Niche stiamo pensando ad una partnership. E poi c’è Polaris Olfactive di Saman Elyass a Stoccolma, nell’ambito della super nicchia. Poi abbiamo visto la fiera Notes Shanghai, li c’è più interesse a creare un posizionamento con la clientela cinese, e oltre ai profumi ci sono profumazioni per la casa, o la macchina. Per quello che ci riguarda, come Esxence, siamo interessati al mondo Africa e Medio Oriente.
Mai pensato di creare un tuo brand?
No. Personalmente sono convinto che il mio lavoro debba rimanere neutro da questo punto di vista. Abbiamo fatto un profumo per Esxence anni fa, mentre quest’anno avremo una fragranza per ambiente che regaleremo ai nostri stakeholder.