Pitti Fragranze 2025: nuovi brand da tenere d’occhio

Si è concluso Pitti Fragranze, edizione 2025, non solo una manifestazione dedicata alle fragranze, ma un vero e proprio momento di riflessione e dialogo sull’evoluzione del settore, grazie a talk e workshop con esperti che arricchiscono l’evento.

Come ogni stagione mi sono concentrata sullo scouting dei nuovi marchi nella sezione Spring, dove espongono gli emergenti.

La novità di questa stagione stagione sono stati sicuramente i marchi asiatici, in particolare quelli provenienti dalla Corea del Sud. Conosciuta per la K-beauty la Corea vede crescere l’interesse per il mondo delle fragranze, e lo si capisce anche dal numero di brand che aspirano ad emulare il successo di Borntostandout. In questa edizione erano presenti brand appena lanciati, conferme dalla scorsa stagione, e naturalmente Borntosatndout, tutti alla ricerca di un posto al sole nel nostro paese, uno dei mercati più importanti del mondo.

Inizierei dal brand che mi ha colpito di più che è Setchu, marchio di moda giapponese, che ha debuttato a Pitti con la prima collezione di fragranze firmata dal naso Julie Massé di Mane. 5 profumi ispirati a riti quotidiani e familiari, legati ad un momento del giorno. Il profumo come un momento di cura e di piacere, e custodito in un packaging minimal ma sofisticato, a forma di cubo. Il founder Satoshi Kuwata, designer giapponese, vincitore dell’LVMH Prize for Young Fashion Designer 2023, dopo essere stato guest designer a Pitti Uomo 107 è stato special guest anche di questa edizione con una speciale installazione e un talk dedicato.

Ma parliamo di Setchu Perfume. Il mio preferito è senza dubbio Genmaicha, che si ispira al lunedi mattino, e mixa la dolcezza delle note del the con riso tostato, una fragranza di una eleganza estrema. C’è Yuzu ispirato alla giornata di mercoledì, un’esplosione di note fresche e spumeggianti con un focus sullo yuzu, agrume giapponese, usato sia nella cucina che per i bagni tradizionali. Ayu è sorprendente, si ispira ad un pesce d’acqua dolce, che vive in fiumi limpidi e freddi, e che si nutre unicamente di un alga che cresce dove l’acqua è pulita, e gli conferisce un sapore quasi fruttato, paragonabile al melone. Tatami: simbolo della casa. Hinoki un profumo che odora di pulito e rappresenta il rituale del bagno giapponese nella vasca della tradizione giapponese, in legno hinoki.

Proseguiamo con le new entry coreane iniziando da Salon de Nevaeh, la cui founer è la terza generazione di maestri ceramisti, e i cui profumi reinterpretano gli ingredienti tipici coreani e sono custoditi in bei packaging di porcellana blu reale e bianca, un tempo preziosa alla corte Joseon, oppure in madreperla rifinito con lacca e madreperla, che incarna l’essenza del lusso coreano. Le fragranze di Unvanish sono focalizzate sul tema del ricordo, catturando l’atmosfera di un momento, l’emozione di un istante e la consistenza di ciò che è passato. Il loro best seller in Corea è Sea of Green, una fragranza leggera e fresca che odora di pulito, con note agrumate in testa, una delicata violetta in combo con la rosa e un fondo di sandalo muschi e fava tonka.

Insenf è stato lanciato pochi mesi fa da due fratelli, di cui uno un content creator coreano specializzato in fragranze molto noto in patria, che prima ha aperto un punto vendita di profumeria di nicchia, e poi ha creato il suo brand. Le fragranze si avvicinano di più al gusto occidentale ma con un twist. C’era poi Saranghaeyo, che vuol dire “I love you” in coreano, e Pesade, entrambi con packaging dalle linee minimal. Due invece i brand che hanno esposto lo scorso anno: Le Persona, e Organtale, i cui founder, fratella e sorella indossavano i costumi tipici coreani, e infine Borntostandout, il primo brand di nicchia coreano arrivato in Europa e di gran successo.

Di questa edizione mi ha colpito l’attenzione per il packaging, penso a Premiere Peau, una bottiglia sinuosa, priva di etichette, custodita in una campana trasparente, Setchu Parfum, a forma di cubo. Il pack di Amoln, che ha un tappo scultoreo, ha debuttato con la linea di profumi, che si affianca alla sue iconiche candele. Il minimalismo di Woot con il tappo design,  Liis dal packaging girlish, con il tappo tondo. Bello il restilyng di Thimoty Han che ora si chiama Imprint. Divertenti i pack giocosi del designer di moda Henrik Vibskov, o quelli di What We Do Is Secret, ma anche il pack colorato con tappo a forma di pappagallo di Mutis. Di Henrik Vibskov ho amato poi le due fragranze ispirate al pomodoro, uno cattura, in modo realistico, il lato della foglia del pomodoro, l’altro è un verde croccante che odora di orto/giardino.

Tra i nuovi brand che ho sentito:

L’Entropiste creato dal noto naso Bertrand Duchaufour. In particolare ho amato Blanc Sada, un iris super chic ispirato ad una storia, vera, quella della geisha giapponese che evirò il suo amante, noto politico, e fu ritrovata ancora in stato di choc, con il corpo del reato. Il brand era all’interno dell’area Scentscape dove esponevano i brand del distributore Essenses, di cui sono ansiosa di scoprire il nuovo marchio, Out Of Cage.

Interessante Shekor Perfume, in particolare la fragranza Sythet, che odora di bosco dopo la pioggia,  Tra le new entry Atelier Vesper dal Belgio, nato come brand per i concept store, l’allestimento dello stand era il più bello della fiera, si prepara a conquistare le profumerie di nicchia grazie al prezzo, 77 euro per 50 ml e le fragranze molto immediate.

Carl Kling con il suo pack che ricorda Picasso, anche lui marchio nuovo che arriva dal nord Europa, ha creato due versioni della nota del fico, una più luminosa e l’altra più dark.  Interessante anche Panam Sara, brand indo cinese. Innamorata poi di Maie Piu, e del suo founder. Il suo oud in coppia con la nota del pane mi ha sorpreso, così come l’albicocca che si apre con questa nota forte, e realistica, di tartufo bianco.

Buone le fragranze del brand franco marocchino Mezel, ispirate al Marocco e che utilizzano materie prime tipiche del territorio.  Mi è piaciuta anche la nuova collezione di Extra Virgo ‘Le fleur du Mal’, floreali ‘dark’ in coppia con il miele, il mio preferito? Quello alla violetta e quello all’elicriso.

Il tempo è tiranno e in due giorni ho sentito solo una parte di tutto quello esposto, tra talk, presentazioni saluti e chiacchiere varie con amici, brand, distributori, giornalisti, che conosco da tempo. Perché Pitti Fragranze è anche questo. In un mondo dove siamo sempre chini sul cellulare è bello parlare guardandosi negli occhi. 

 

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