Se non fosse stato per l’11 settembre, probabilmente Tatcha non esisterebbe. Lo avevo già raccontato parlando di Vicky Tsai, founder taiwanese-americana che lavorava a Wall Street e si trovava vicino al World Trade Center durante gli attentati del 2001. Quell’esperienza, la successiva malattia del marito, anni di ritmi frenetici e una forte dermatite la portarono a rimettere in discussione il proprio stile di vita. Il viaggio decisivo fu in Giappone, a Kyoto, dove scoprì una filosofia della bellezza basata non sulla “lotta” contro la pelle, ma su rituale, equilibrio e cura.
Nato nel 2009, Tatcha è un brand americano di skincare di ispirazione giapponese, che unisce tradizione e ricerca contemporanea. La peculiarità è proprio questa: formule performanti, texture estremamente sensoriali e una concezione della skincare come momento di self-care. Al centro di molte formule c’è Hadasei-3™, complesso proprietario ottenuto dalla doppia fermentazione di riso di Akita, tè verde di Uji e alghe di Okinawa, per oltre 400 micronutrienti biodisponibili.
Quando avevo parlato per la prima volta di Tatcha su BeautyScenario, mi aveva colpito proprio la capacità del marchio di rendere credibile il dialogo fra tradizione, scienza e piacere d’uso. Non è la J-beauty più minimalista e neppure quella più economica: packaging, consistenze e gestualità fanno parte dell’esperienza quanto gli attivi. Tra i prodotti diventati cult ci sono The Dewy Skin Cream, The Water Cream, The Essence e The Rice Polish. Ho usato i loro prodotti per un mese è li ho trovati davvero performanti. La loro The Dewy Skin è una delle creme viso miglior provata quest’anno, con un ottimo rapporto qualità prezzo
Ora arrivano in Italia due nuove referenze dedicate alla luminosità: The Brightening Serum e The Brightening Eye Cream. Il cuore della nuova Tatcha Brightening Collection è una vitamina C realizzata con tecnologia enzimatica e progettata per essere rilasciata gradualmente sulla pelle nell’arco di 12 ore. L’obiettivo è mantenerla stabile ed efficace più a lungo, limitando nello stesso tempo il rischio di irritazione tipico di alcune formule ad alta attività.
The Brightening Serum è pensato per colorito spento, macchie, discromie e perdita di compattezza. Alla vitamina C associa prugna giapponese Nankou Ume, acido ferulico e Pro-Glutathione Antioxidant Booster, che lavora sullo stress ossidativo e sull’iperpigmentazione. La texture è ultraleggera e non appiccicosa, quindi facile da inserire anche in una routine stratificata.
The Brightening Eye Cream trasferisce la stessa filosofia alla zona perioculare. Oltre alla vitamina C a rilascio prolungato contiene prugna giapponese, biofermenti, niacinamide incapsulata e Pro-Glutathione Booster, per agire su occhiaie, gonfiore, tono irregolare e perdita di compattezza. La texture soffice, quasi montata, contiene inoltre pigmenti riflettenti che regalano subito un effetto più luminoso e funzionano bene anche sotto il correttore.
La mia impressione è che queste novità raccontino molto bene ciò che Tatcha sa fare: prendere un ingrediente conosciutissimo come la vitamina C e renderlo più sofisticato non aumentando l’aggressività della formula, ma lavorando su stabilità, rilascio e sensorialità. Una filosofia coerente con il brand: la pelle non va combattuta, va accompagnata.