Barba: le ultime news dal fronte

Chi ha la barba è più che un giovane, e chi non ha barba è meno che un uomo (William Shakespeare).

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C’è un rituale che ogni ogni giorno segna la vita degli uomini di ogni latidudine, del globo terrestre, ed è la rasatura. Un gesto che si perde nella notte dei tempi e che si impara presto, non appena compare qualche spurito pelo sui visi imberbi adolescenziali. Se per molti questo rituale giornaliero è imprescindibile da qualsiasi evento, anche catastrofico, c’è chi, dopo l’entusiasmo della fase giovanile, ne farebbe volentieri a meno. Mentre fino a pochi anni fa era impensabile per un uomo presentarsi barbuto in pubblico senza essere tacciato di sciatteria, o di appartenere a qualche movimento radicale, da qualche stagione ostentare una barba, e non di pochi giorni, è diventato cool. Gli apripista sono stati gli Hipster che l’hanno eletta ad uniforme, insieme ai tatuaggi, i gadget tecnologici d’alta gamma e gli occhiali radical chic. Se in Italia è ancora difficile imbattersi in giovani con barbe da mormone, se non negli ambienti creativi delle grandi città, in Europa e negli States la barba impazza. Fiutato il fenomeno ecco nascere (sempre negli Stati Uniti, e dove altrimenti?) una serie di siti che vendono prodotti pensati ad hoc per la manutenzione della barba, dal packaging super cool come Beard Brand i cui fondatori sfoggiano il look hipster. Senza contare gli articoli su come crescerla che proliferano su tutti i blog e i magazine su web. Sul sito Etsy basta fare una ricerca sui prodotti per la cura della barba per vedere aprirsi un mondo. C’è chi poi, in Italia, ha lanciato il progetto Avere la barba. Interviste, racconti, foto, per un’esperienza social, nata su Facebook, dall’idea di tre amici barbuti, che presto diventerà un libro. C’è chi il libro l’ha già pubblicato come il fotografo Joseph O’Leary, che in “Of Beards and Men” mostra i ritratti di uomini comuni, barbuti, di ogni angolo d’America.

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