Benvenuta su Beauty Scenario!
Raccontaci qualcosa di te.
Mi chiamo Giulia, sono nata a Torino ma vivo a Milano da tantissimi anni, amo la liquirizia morbida alla violetta e detesto asciugarmi i capelli. Ho studiato all’accademia di Brera, faccio l’art director da circa 12 anni e di recente ho avviato il mio progetto floreale (@giovedi.fiori) che spero presto diventi un lavoro a tempo pieno. Amo guardare i film, le tisane allo zenzero e fare le foto a piccole cose insignificanti.

Che tipo di pelle hai?
Ho una pelle mista e molto delicata, che si irrita facilmente.
Quali prodotti usi per prenderti cura del viso?
Uso prodotti diversi a seconda del momento dell’anno perché le esigenze della mia pelle cambiano in base a moltissimi fattori. In generale tendo a scegliere il più possibile cosmetici naturali, cruelty free e non dannosi per l’ambiente. Ho alcuni prodotti preferiti che ricompro ciclicamente, ma mi piace anche sperimentarne di nuovi, mantenendo fermi alcuni punti: ad esempio, avrò sempre un siero alla niacinamide o all’acido ialuronico, una crema idratante con protezione solare e un detergente schiumogeno delicato o idratante.
Quale prodotto non può mai mancare nella tua beauty routine?
Il burro cacao senza ombra di dubbio, ne consumo così tanto che in alcuni periodi lo auto produco.

Quali sono i prodotti make-up che ami di più?
Il blush in gocce, l’eyeliner waterproof, i glitter in gel e la cipria opaca.
Ti trucchi? Come concepisci il make-up?
Mi trucco nello stesso modo da quando ho circa quindici anni: per me equivale a spazzolarmi prima di uscire. È un gesto abbastanza veloce, ma imprescindibile. Ci sono stati però momenti della mia vita in cui il trucco è stato anche un modo per esprimermi creativamente. Poi, col tempo, ha prevalso la praticità (o forse la pigrizia).
Che rapporto hai con il tuo corpo?
Altalenante, come la maggior parte delle persone. Cerco di concentrarmi sul fatto che il mio corpo mi permette di fare cose e vivere esperienze. Ovviamente ci sono giorni in cui detesto la mia pancia o periodi in cui mi sento più a mio agio con abiti oversize, ma li affronto come momenti transitori.
Cosa usi per la cura del corpo e dei capelli?
Ho una pelle molto delicata che tende a disidratarsi, quindi alterno l’aloe in gel a oli e burri, a seconda della stagione. A volte aggiungo qualche goccia di olio a una crema base. Uso volentieri, anche se solo ogni tanto, uno scrub fatto con sale, caffè e olio di cocco. Per i capelli alterno due tipi di shampoo, uno specifico e uno delicato, in base al periodo: in questo momento uso uno shampoo idratante alternato a uno anti-giallo. Applico sempre un balsamo ricco per le lunghezze e uno spray volumizzante per dare corpo ai miei capelli sottili. Negli anni ho capito che i prodotti che funzionano meglio per me sono quelli con l’aloe tra il primo e il secondo ingrediente, quindi ne tengo conto nella scelta di nuovi prodotti da sperimentare.

Ti sei mai sentita/o giudicata/o per il tuo corpo?
Ma certo. Sono stata una bambina e un’adolescente sovrappeso, ma anche una giovane adulta fissata con la bilancia. In ognuna di queste fasi qualcuno si è sentito in diritto di dare un giudizio su quanto il mio corpo fosse “troppo”: sei troppo grassa, sei dimagrita troppo. Mi secca molto che le persone si sentano in diritto di commentare i corpi altrui con la leggerezza con cui si parla del meteo.
Un prodotto che ti ha risolto una particolare problematica?
L’henne, il ghassoul e in generale le erbe hanno letteralmente salvato i miei capelli dopo un decennio di tinte super aggressive (e super colorate). Difficilmente tornerei indietro.
Hai una mania beauty o dei trick che ti andrebbe di condividere?
Faccio il risciacquo acido con mezzo bicchiere di aceto di mele subito dopo aver lavato i capelli. L’odore non si sente, e i capelli restano lucidissimi.
Un brand di cui hai sentito parlare e che vorresti provare?
Ho di recente scoperto che Aroma Zone ha aperto il suo commerce anche all’Italia. Quando mi sono avvicinata al mondo della cosmesi consapevole, più o meno 15 anni fa, il brand era una sorta di entità mitologica con i prodotti migliori sul mercato ma tempi di consegna lunghissimi e costi di spedizione altissimi, così che alla fine non mi ci sono mai avvicinata. Ora non vedo l’ora di fare (finalmente) un ordine.
Ti senti a tuo agio ad entrare in profumeria? Preferisci essere assistita dal personale oppure esplorare in autonomia?
Preferisco esplorare in autonomia ma non disdegno i consigli. Preferisco i piccoli negozi, dove mi sento più a mio agio anche col personale. Ho un paio di erboristerie preferite dove mi faccio guidare volentieri dai proprietari in base a richieste specifiche.
Ti capita di comprare prodotti online?
Sì, alcuni prodotti naturali si trovano facilmente solo online, quindi ho alcuni shop di riferimento. Per il resto preferisco acquistare di persona, soprattutto quando si tratta di qualcosa che voglio provare prima oppure di prodotti facilmente reperibili nella grande distribuzione.
Qual è il tuo profumo preferito di sempre?
L’odore dei fiori d’arancio, l’aroma che si mette nella torta. Vale?
Quale profumo stai usando al momento?
Violetta Mannara di Strega del Castello e Room Service di Vilhelm Parfumerie.

Nella scelta del profumo, sei più influenzata dall’immagine e dallo storytelling o dalla fragranza in sé?
In un primo momento mi lascio affascinare dalle storie e dall’immagine legata a un profumo, ma la verità è che ho un olfatto molto sensibile e tendo a non sopportare molte fragranze perché le percepisco come “troppo presenti”. Per questo motivo scelgo profumi che il mio naso riesce ad accettare nel lungo periodo: in pratica, preferisco quelli che, dopo poco tempo, si fondono con il mio odore naturale senza risultare estranei, anche se possono essere comunque molto persistenti. Ad esempio, il profumo che indosso ora non lo percepisco più su di me, ma so che chi mi incontrerà questa sera lo sentirà ancora chiaramente.
C’è un odore che apprezzi particolarmente, che ricolleghi alla tua infanzia o che ti è caro per altri motivi?
L’odore dell’aglio orsino. Ho passato l’adolescenza immersa nel parco di Monza e da marzo/aprile fino a giugno inoltrato non si può camminare in questa zona senza essere inondati dal suo odore pungente. Per me è l’odore della felicità. Ho provato a piantarlo sul mio balcone ma purtroppo dopo una sola fioritura non è sopravvissuto.
Che rapporto hai con lo scorrere del tempo?
Scherzo spesso sulla mia età, anche perché dimostro molti meno anni di quelli che ho. Sicuramente le rughe sono la cosa che dell’invecchiamento mi preoccupa di meno.
Cosa ne pensi della medicina/chirurgia estetica?
Penso che ognuno debba sentirsi a proprio agio col proprio corpo, e che se un’intervento estetico può essere d’aiuto a scardinare un’insicurezza importante è una buona scelta.
Credi nell’ importanza dell’ autoaccettazione o nel cercare di raggiungere l’immagine ideale che hai di te stessa?
Direi una via di mezzo: credo che dobbiamo lavorare con quello che abbiamo, ma credo anche che sia sbagliato DOVER accettare a tutti i costi qualcosa che ci fa stare male. Non credo nella narrativa che ci vuole deboli o manchevoli di amore per noi stessi se non riusciamo ad accettare – ad esempio – il nostro naso storto o i nostri fianchi larghi.
Hai una figura di riferimento che ammiri o un personaggio, famoso o meno, che ha avuto un’ influenza positiva su di te?
La mia psicologa Ilaria (@psicologascortese) che mi ricorda settimanalmente che anche “fare schifo” va bene.
Che cos’è per te la bellezza?
Una cosa simile a questa scritta da Kurt Vonnegut:
«Mio zio Alex Vonnegut, un assicuratore che aveva studiato ad Harvard e che abitava al 5033 di North Pennsylvania Street, mi insegnò una cosa molto importante. Disse che quando le cose vanno davvero bene dovremmo fare in modo di accorgercene. «Non parlava di grandi trionfi bensì di semplici epifanie: bere una limonata all’ombra in un pomeriggio afoso, sentire il profumo di una panetteria vicina, pescare e fregarsene se si pesca qualcosa o no, ascoltare qualcuno che suona bene il piano nell’appartamento accanto al nostro. «Zio Alex mi suggeriva, in tali occasioni, di dire a voce alta: “Se non è bello questo, cosa mai lo è?”»
Grazie Giulia.